Berlusconi sul Milan:
"Più forte dell'Inter"
Credo che ormai SILVIETTO abbia seri problemi mentali. FORZA MILAN
Come il presidente .......
Il papero resta (per il momento), Pirlo potrebbe partire, di acquisti nemmeno l'ombra ........ una società che si rispecchia nel proprio presidente ..... una società che va a puttane
Grazie per i vostri: commenti (1)
Segnala il post su:
PER OGI GIOCATORE CHE PARTE ........
MALDINI ...... THIAGO SILVA
KAKA' .......... ??????
poi resta da vedere per i rincalzi:
Senderos, Sheva, Emerson, Mattioni (ma chi è questo??).
Quindi credo la prossima stagione ci dovremmo sciroppare, per l'ennesimo anno, Kaldze, Dida, Favalli, ...... 6° posto!
MILAN. CASSANO
"Ho visto i sondaggi e so che i tifosi del Milan vedrebbero bene l'acquisto di Cassano. Però per qualunque discorso di questo tipo adesso tocca alla dirigenza rossonera fare una mossa". Sono parole di Beppe Bozzo, l'agente dell'attaccante della Sampdoria, intervistato da Sportal.it. "Naturalmente certe manifestazioni d'affetto fanno piacere- ha poi continuato- però non è il momento di dichiarazioni ufficiali. Magari nei prossimi gironi potremo dire qualcosa, vedremo, per il momento invece non ci sono novità, anche se incassiamo con soddisfazione il fatto di sapere che i tifosi rossoneri sarebbero felici di vedere Cassano con la maglia del Milan".
MILAN: SEEDORF RESTA
"Sono contento che Ancelotti mi voglia al Chelsea, ma resto al Milan anche il prossimo anno". Clarence Seedorf attraverso il suo sito internet pone fine alle voci di mercato che lo vorrebbero a Londra la prossima stagione assieme al suo ex allenatore. Il 33enne olandese ha infatti confermato che non si muoverà da Milano: "E' una bella notizia che Ancelotti mi vuole a Londra, ma il prossimo anno giocherò ancora nel Milan - le parole di Seedorf -. Ho un contratto con il Milan e sto bene qui. Spero di giocare ancora almeno altri tre o quattro anni. Poi avrò davanti a me una vita intera per fare del bene".
MALDINI: LE DICHIARAZIONI RIPORTATE DAL SITO DEL MILAN
'Sono e rimarrò per sempre un tifoso rossonero, sinceramente questo è un cambio epocale. Kakà è il primo giocatore di quel livello che viene ceduto, in passato un’ipotesi del genere non è stata mai presa in considerazione. Si tratta di uno dei cinque giocatori più forti al mondo come lo sono Messi o Cristiano Ronaldo. Questa decisione è stata presa male dei miei compagni e dai tifosi.
Guardare i conti è logico, ma è anche logico fissare degli obiettivi raggiungibili, pensare di vincere la Champions senza Kakà è un obiettivo utopistico. C’è in atto un cambio importante, ma io ho la speranza che questa squadra rimanga sempre ai vertici. Le difficoltà del calcio mercato di oggi sono nello scegliere i giocatori che ti facciano fare il salto di qualità, è cambiato il potere d’acquisto del calcio italiano, e le squadre che hanno i giocatori forti se li tengono non li vendono. Da calciatore quando ha smesso Baresi mi sono sentito quasi perso, mi mancava un appoggio morale e fisico, vedevo il futuro nero, poi la società ha lavorato bene ed è ripartito tutto. Abbiamo avuto tantissimi addii e questa squadra è sempre ripartita alla grande con obiettivi sempre più grandi. La storia del Milan va avanti. Gli investimenti delle squadre italiane non sono quelli delle squadre inglesi o spagnole, abbiamo squadre che giocano bene al calcio e per sopravvivere devono guardare al bilancio e meno al gioco, il Milan ha avuto successo perchè per vincere in Europa non basta essere forti fisicamente ma devi sapere imporre il gioco'.
'Ronaldinho avrà molte responsabilità per la prossima stagione, l’anno scorso lui non è stato il vero trascinatore e questa responsabilità penso che gli possa far bene.
Non conosco le prospettive di mercato del Milan. La nostra squadra con due o tre ritocchi poteva diventare grande, perdendo Kakà bisogna puntare su altri giocatori e bisogna vedere che squadra sarà allestita per il 6 Luglio a Milanello e che verrà messa nelle mani di Leonardo. Anche lui si dovrà mettere alla prova, è una scommessa e il Milan ne ha vinte in passato, la speranza è che anche questa volta si possa arrivare ad un risultato buono'.
'L’entusiasmo credo che sia fondamentale per arrivare a certi risultati, non credo che la campagna acquisti del Milan sia finita, è appena iniziata. Pirlo? Credo che sia un po’ prematuro considerarlo un giocatore di una certa età visto che ha solo 30 anni, non conosco i dettagli e non conosco il pensiero della società penso che lui prima di lasciare il Milan ci penserà non 10 ma almeno 100 volte. Non credo che ci sia un’altra telenovela alla Kakà per Pato, ha 19 anni ha un talento straordinario, Pato deve rimanere qua'
'E’ importante avere un Settore giovanile con una linea della società per tirare fuori giocatori importanti, ci sarà Filippo Galli che considero una persona capace abbiamo iniziato in ritardo ma i frutti si vedranno in tre o cinque anni'.
'Non so chi potrà essere il capitano del Milan l’idea poteva essere quella che fosso Ambrosini in base alle regole che ci siamo sempre dati, la scelta però penso che possa essere fatta anche dall’allenatore, tutto dipende dalla gestione di Leonardo, non lo vedo come un grosso problema'.
'Berlusconi ha detto delle cose che condivido riguardo a quello che è successo la domenica di Milan-Roma la società non è identificabile in una sola persona, il Milan sono i tifosi, i giocatori e la dirigenza, le parole di Berlusconi mi hanno messo a mio agio ha detto le cose che avrei voluto sentire dopo la gara con la Roma. Per quanto riguarda il comunicato di risposta di Galliani, forse l'ha presa un po' sul personale ma io non volevo andare sul personale. Il gesto di Guardiola dopo la Finale di Roma è stato bellissimo, lui che vince la Champions League e un minuto dopo pensa a me...no non andrò a Barcellona anche se la cosa mi ha fatto molto piacere. La dedica è arrivata anche se io con Guardiola ho parlato due tre volte da avversario prima di qualche partita, non sono suo amico, quindi è stato tutto dettato dal sentimento e dal cuore. Il Barcellona è arrivato in Italia lunedì, hanno visto quello che è successo la domenica precedente a San Siro e sono rimasti colpiti. Milan-Roma e gli striscioni? Ci sono rimasto male all'inizio, ma tornando a casa, dopo che sono venute 200 persone a festeggiarmi, quello che mi è rimasto di più in testa è stato lo stadio pieno con tutte le sciarpe esposte al cielo per me. E' stata una conferma del fatto che quello che ho avuto l’ho merito sul campo e non ho mai chiesto niente a nessuno pur avendo un cognome importante. Quello che è stato detto sul mio nome quando ero ragazzino mi ha ferito, ma mi ha fatto crescere molto. Non penso che Berlusconi abbia intenzione di vendere, credo che continuerà. In passato ci sono stati dei momenti di rifondazione con tanti giocatori che smettono, ci sono stati degli obiettivi minori per poi tornare sempre a grandi traguardi'.
'Il mio futuro? E' la gestione della mia vita famigliare non ho preso impegni con nessuno ho ricevuto qualche proposta dai miei sponsor storici. Dal Milan niente ma c’è tempo, non è detto che un grande calciatore possa essere un grande dirigente, di certo questo ambiente lo conosco bene. Non mi piacerebbe fare l’uomo di facciata, il settore giovanile mi è stato proposto non è la mia aspirazione e credo che ci debbano essere persone che abbiano esperienza e io non ne ho'.
'Sono sereno e felice per essermi realizzato nella professione che amo e come uomo. Sono prudente sul futuro anche se c’è un piccolo punto di domanda in questo momento.
La mia carriera per come l’ho affrontata e per la fedeltà a questi colori non ho mai ipotizzato unj cambio di maglia e questo per un giovane come Santon potrebbe essere una bellissima storia, i giocatori talvolta sono “obbligati” ad andare via. Credo che me ne renderò conto quando le squadre saranno in ritiro e me no renderò conto a metà luglio. Se avessi ascoltato i mie figli sarei dovuto andare avanti altri cinque o sei anni. Loro erano legati molto a Ricky per le sue qualità tecniche e lui ha un effetto strano sui bambini anche loro non avranno difficoltà a rimanere milanisti sempre.
È stata un’annata bellissima l'ultima. Ho fatto lo sport che amo in un ambiente splendido, niente poteva scalfire e toccare quello che ho fatto nel passato, un anno senza vittorie non può intaccare la mia carriera. Il momento migliore della mia carriera non è uno solo ma sono due o tre al massimo della mie capacità. Ricordo il primo e il secondo anno di Capello, l’anno di Zaccheroni, anche con Ancelotti nel 2003 e 2004, ma anche con Sacchi perché mi sono formato e ho raggiunto la Nazionale. La passione è stata la base di tutto cercare di migliorarsi sempre, divinata una sfida con se stesso, si cresce come uomo, rispetto verso gli altri, io a 16 anni lavoravo in un mondo di grandi ed è stata una crescita che mi ha picaro ad essere una persona rispettata, la molla vera è la passione per lo sport. Ho avuto tanti esempi positivi e da loro ho cercato di apprender, l’importanza è la famiglia e ho avuto vicino a me chi mi ha cestito e mi ha dato un’educazione. Con il Milan non ho rimpianti, sono molto dolorose, ma fanno parte del gioco. Dopo 4 mondiali con la nazionale avrei voluto vincere qualcosa, non posso negare che siano stati 15 anni bellissimi, con un pò più di fortuna magari sarei riuscito a vincere quello che ha vinto la Nazionale Italiana quando io ho smesso.
'Sul rapporto con i tifosi della curva penso che se io per ottenere uno striscione devo andare a cena con loro mi domando che senso abbia, se lo fanno senza che io vada a cena vuol dire che ho fatto bene quello per cui sono pagato mantenne un certo distacco posso criticare certe azioni che loro fanno è un rapporto più diretto'.
'Riguardo a Carlo Ancelotti penso che in Inghilterra si dovrà adattare ad un calcio poco fisico dovrà imparare bene l’inglese Leonardo è una scommessa e in genere il Presidente le ha vinte queste scommesse, portare un’i innovazione e gioventù non è male è scelta coraggiosa ma non è male! L’allenatore è importante deve gestire il gruppo ed è li che si preparano le vittorie è importante per la gestione dello spogliatoio durante l’anno. Ci sono allenatori che danno un’impronta inconfondibile alle loro squadre'.
Grazie per i vostri: commenti (2)
Segnala il post su:
Maldini: "Senza Kakà
la Champions è utopia"
Nella conferenza stampa d'addio a San Siro, l'ex capitano rossonero non nasconde la sua profonda delusione per la cessione del brasiliano: "E' un cambiamento epocale". Poi torna sulle contestazioni di Milan-Roma e sul suo attacco alla società: "Credo che Galliani l'abbia presa come una cosa personale"
MILANO, 10 giugno 2009 - Una valle di lacrime. Il giorno dopo l'addio di Kakà, Paolo Maldini si congeda dal calcio senza nascondere un certo pessimismo. "Per il Milan è un cambiamento epocale - afferma nella conferenza stampa di San Siro -. Pensare di vincere la Champions League senza Kakà può essere utopistico". Il capitano rossonero uscente si esprime così sulla trattativa che ha portato il brasiliano al Real Madrid. "Kaká è uno dei primi cinque giocatori del mondo, è il primo di questo livello che viene ceduto. E gli altri quattro non si muovono". Pausa e aggiunge: "Quando si è ritirato Franco Baresi, io mi sono sentito perso: vedevo tutto nero. Poi, però, il Milan ha saputo ripartire. Questa società è sempre andata avanti alla grande: capisco il momento, ma se sarà gestita come è stata gestita sinora la storia continuerà".
gli ultra' e galliani — Inevitabile tornare su quel Milan-Roma e le farneticanti contestazioni da parte di un manipolo di ultrà. Ma anche sul suo sentirsi solo e abbandonato dalla società. "Beh, mi aspettavo qualcosa di diverso. Credo che Galliani l'abbia presa come una cosa personale. Ma la società, il Milan, non credo sia identificabile in una sola persona, ha i suoi dirigenti e le sue persone. Le parole di Berlusconi mi hanno invece messo a mio agio, con il cuore in pace, ha detto le cose che avrei voluto sentire". E a proposito del patron, Maldini è convinto che Berlusconi non perderà di vista la squadra: "La filosiofia è semopre la stessa; il Milan resta uan società appetibile".
ronaldinho e pato — I suoi scarpini appesi al chiodo, gli addii di Ancelotti e di Kakà. Colpi al cuore. Ma come sarà il futuro del Milan? Anche Paolo Maldini è titubante, evidentemente perché influenzato dagli ultimi avvenimenti, come mai era accaduto in società. "Ronaldinho potrebbe diventare un leader - dice -, ma sta a lui; dovrà avere più resposabilità". E Pato? Le sirene che lo spingono verso altri lidi terrorizzano ancora di più i tifosi: "Non credo che se ne andrà. La speranza è di poterlo vedere ancora molti anni al Milan. Lui ancora si deve rendere conto del suo talento: ha solo 19 anni".
pirlo — Poi torna agli obiettivi. Non sorride come d'abitudine: "Cosa ci vuole per il Milan? Non conosco le prospettive di mercato del club. Questa era una quadra che con tre ritocchi poteva ritornare granei, ma senza Kakà ci vuole molto di più. Dobbiamo aspettare e vedere. E poi Leonardo è alla prima esperienza e dovrà mettersio alla prova. E' una scommessa, anche se nel passato il Milan le ha sapute vincere". E Pirlo? Le voci che lo danno al Chelsea aumentano. "L'entusiamsmo è fondamentale per raggiunge i risultati. In questo momento forse manca, ma la campagna acquisti è appena iniziata. Per me Andrea vuole restare, poi non so qualde sia il pensiero della società. Lui ci penserà non 10 ma 100 volte prima di andarsene". Ma per Maldini per fare un grande mercato occorrono anche i grandi nomi: "Le difficolta - sostiene - è scegliere i giocatori che ti fanno fare il salto di qualità, ma ce ne sono piochi".
da grande — "Il mio futuro? La gestione della vita familiare - afferma -. Ho avuto proposte di vario tipo. Dal Milan ancora niente, ma ci sarà tempo per parlare di questo. Scarsa riconoscenza? Non credo. Adesso ci sono altre priorità; il dialogò rimarra. Diciamo che se ci sarà la condizione di lavorare con un ruolo di responsabilità sarà difficile dire di no. Una cosa è certa: non voglio fare l'uomo di facciata. Adesso aspetto il raduno della squadra per vedere l'effetto che fa stare dall'altra parte".
Senza Kakà Champions un'utopia"
Maldini: "Ancora al Milan? Per ora no"
"In questo momento la mia vita è la gestione della mia vita familiare -ha continuato Maldini parlando di se stesso- non ho preso impegni con nessuno. Ho ricevuto qualche proposta, di vario tipo: da sponsor storici, proposte varie. Per adesso dal Milan niente, ma credo che ci sara' tempo. Scarsa riconoscenza dal club? Non credo, l'ho detto anche a Galliani che non è detto che un grande calciatore possa diventare un grande dirigente. Il settore giovanile mi è stato proposto ma non e' la mia aspirazione, e credo che ci debbano essere persone che hanno esperienza in quel settore. Sono molto prudente riguardo al futuro perché c'é un piccolo punto di domanda legato alla mia prossima professione. Non sono preoccupato: si puo' partire in modo lento per arrivare poi a risultati migliori"
"NESSUN CHIARIMENTO CON GALLIANI"
"Le dichiarazioni di Galliani e Berlusconi dopo le contestazione della curva? No, con Galliani non ne ho più parlato. Comunque la societa', il Milan, non credo sia identificabile in una sola persona, ha i suoi dirigenti e le sue persone. Mi aspettavo qualcosa di diverso, lo confermo. Mentre invece le parole di Berlusconi mi hanno messo a mio agio, con il cuore in pace, ha detto le cose che avrei voluto sentire".
"IL MILAN HA SEMPRE SAPUTO RIPARTIRE"
Tornando al momento del Milan e alle prospettive presenti e future, Maldini lancia un messaggio ottimistico: "Guardare i conti è logico ed è altrettanto logico fissare obiettivi raggiungibili. Pensare di vincere senza Kakà può essere utopistico", aggiunge Maldini, che ha appena chiuso la carriera. "Quando si è ritirato Franco Baresi, io mi sono sentito perso: vedevo tutto nero. Poi, però, il Milan è ripartito. Questa squadra è sempre andata avanti alla grande: capisco il momento, ma la società andrà avanti se sara' gestita come è stata gestita sinora".
"BERLUSCONI NON E' STANCO DEL MILAN"
Anche perchè, secondo Maldini, il futuro del Milan non avrà un altro padrone: "Non credo che Berlusconi abbia intenzione di vendere il Milan e penso che la sua filosofia non cambiera'. Ci sono stati anche in passato momenti in cui l'obiettivo dichiarato era arrivare tra le prime 4 in campionato. Ci possono essere stagioni con traguardi minori e temporanei". Sull'amico Leonardo in panchina. "La scelta dell'allenatore e' sempre fatta dal presidente, al Milan è sempre stata particolare e in passato ha funzionato, penso a Sacchi, a Capello. E' una scommessa, e' una scelta coraggiosa che potrebbe anche pagare"
Grazie per i vostri: commenti (1)
Segnala il post su:



















