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Postato alle 09:54 del lunedì, 26 ottobre 2009
da: [ mensony]

CONTINUO A NON SCRIVERE ........

Se questo deve essere il prezzo da pagare per avere tre punti in più ..... che ben venga


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Postato alle 10:29 del giovedì, 22 ottobre 2009
da: [ mensony]

SOLO PER SCARAMANZIA

E' da giorni che volevo scrivere qualcosa ma ...... ho preferito non toccare la tasteria. Avevo una strana sensazione ..... sentivo che avremmo almeno strappato un pareggio. E' andata meglio. E' inutile stare qui a ripetere del DIDASTRO, etc etc etc ....... per un giorno, spero che lo spirito della squadra visto ieri sera vada oltre, pensiamo POSITIVO.

 


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Postato alle 13:34 del giovedì, 01 ottobre 2009
da: [ mensony]

A cuore aperto 2a parte


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Postato alle 13:31 del giovedì, 01 ottobre 2009
da: [ mensony]

A cuore aperto 1a parte


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Postato alle 13:25 del giovedì, 01 ottobre 2009
da: [ mensony]

I CONCETTI TUOI E ..... QUELLI MIEI

Galliani ha così sintetizzato i suoi quattro concetti — "Ho espresso al gruppo quattro fondamentali concetti - ha dichiarato ai microfoni di Milan Channel al termine del faccia faccia -.

1) Innanzitutto ho ricordato che questo è un gruppo vincente.

Io dico: ma vai a cagare. Era un gruppo vincente. Ti sei scordato che hai venduto KAKA'? Che Maldini ha smesso?

2)Ho tranquillizzato tutti sottolineando che questo gruppo non si tocca e che con questi giocatori e questo staff si andrà avanti fino a fine stagione".

Io dico: proprio l'esatto contrario di quello che vuole il POPOLO.

3) Il Milan è una squadra che deve assolutamente andare in Champions League e arrivare fra le prime tre; è obbligatorio per i costi della società.

Io dico: Inter, Juventus, Fiorentina, Genoa, Samp, Udinese, .......... Milan

4) Infine dobbiamo fare di più e meglio; sono sicuro che con il gruppo riusciremo a raggiungere tutti i nostro obiettivi; ne sono certo. 

Io dico: perchè non chiede a Kaladze di fare di più? Alla fine del primo tempo si teneva i fianchi. Quando incontreremo Ronaldo & c. cosa farà?

 

Ieri sera abbiamo fatto proprio una pessima figura. Un pò di sfortuna ma null'altro.


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Postato alle 10:24 del mercoledì, 30 settembre 2009
da: [ mensony]

KAKA' A  SKY

Come si vive da “galactico”?

"Questo è un termine che noi cerchiamo di evitare perché c’è già stata l’era dei “galactici” qui, con Ronaldo, Zidane, Figo. Questo è un altro gruppo, sono altri giocatori, anche noi vogliamo fare la storia. Loro l’hanno già fatta, adesso la vogliamo fare noi”.

Se non siete “galactici” cosa siete?
“Siamo grandi giocatori che fanno parte di una grande squadra, di una grande società, però stiamo ancora cominciando, anche se abbiamo vinto, tanti giocatori hanno vinto con le loro squadre, adesso siamo arrivati qui da zero. Io, Cristiano Ronaldo, Benzema, diciamo questi nuovi che sono arrivati, partiamo da zero; Raul e gli altri che hanno vinto tanto qui, saranno quelli che ci daranno le dritte e le motivazioni per vincere con questa squadra”.

La gioia provata segnando il primo gol al Bernabeu a cosa è paragonabile?
"È difficile, spiegare l’emozione di un gol è molto difficile, poi ci sono sempre delle motivazioni diverse. Questa volta ho segnato il calcio di rigore in trasferta, il primo gol al Bernabeu in un’azione normale, tante motivazioni per un gol molto importante per me”.

Sei passato dall’essere la luce al Milan, ad essere uno come tanti in mezzo a tutti questi campioni del Real Madrid: com’è stato questo passaggio? Duro da digerire?
“Non è una cosa difficile perché anche in Nazionale è stato così, la Nazionale brasiliana ha sempre avuto grandissimi giocatori; nel Milan, quando sono arrivato, era in questa maniera. Per me fare parte di un grande gruppo, di un grande progetto è una cosa già molto importante. Conosco la mia responsabilità, so quello che posso fare, questo assolutamente non è un problema”.

È più bello in Italia o è più bello in Spagna?
“È diverso, non posso dire che uno è diverso dall’altro. Io ho vissuto sei anni meravigliosi in Italia, con una grandissima società, ora sono da due mesi in Spagna, sono molto contento e spero di vivere tante emozioni come le ho vissute in Italia”.

C’è un giocatore che ti ha colpito più degli altri, che non ti aspettavi così forte, qui a Madrid?
“Questa squadra è un grandissimo talento, ci sono giocatori che possono decidere la partita in qualsiasi momento. Se devo dire un giocatore che mi ha colpito, direi Guti, perché è molto molto intelligente, adesso stiamo giocando insieme tante partite, può essere un giocatore molto importante per questa squadra. Poi, certo, è inutile dire le caratteristiche di tutti gli altri”.

Quante donne ha Cristiano Ronaldo?
“Questo non lo so, per ora penso che stia tranquillo, con noi è sempre molto tranquillo, è sempre molto allegro, gioca e scherza. È un ragazzo tranquillo, si sono create molte cose intorno a lui, ma con noi è sempre molto tranquillo. Poi, queste cose particolari certamente non le so”.

Il Real Madrid, dall’esterno, più che una squadra sembra una cassaforte: crea un po’ di disagio a voi giocatori, in questo momento di crisi generale, parlare di cifre così alte?
“Per noi no, perché penso che ognuno sa le cose che può fare, gli investimenti che può fare, anche se è un momento di crisi. Se il Real Madrid riesce a gestire le sue cose in questa maniera, avendo tutti questi fondi, vuol dire che anche la gestione del club è stata fatta bene, in un momento di crisi. Per questo, per noi non è assolutamente un problema. Certo che c’è questa responsabilità: si è formata una grande squadra, una squadra che deve dare dei buoni risultati, ma questa non è una responsabilità negativa, è una motivazione positiva”.

Tu sei l’uomo da 70 milioni di euro
“Sono cose che fanno effetto a volte. Sono passato dal San Paolo al Milan per 7, adesso dieci volte di più, sono cose che succedono nella vita, è una cosa bella per me”.

C’è chi è costato di più: Ibrahimovic al Barcellona. La senti questa sfida a distanza con lui?
“No, c’è anche un mio compagno che è costato di più, quindi non c’è molto questa sfida. Poi, Ibra è sempre stato uno con cui ho avuto un buon rapporto, mi auguro che lui possa far bene nel Barcellona, come sta facendo, non contro il Real, ma spero che possa fare bene. Non solo lui, anche Maxwell, anche lui è un mio amico, gli auguro tutto il bene”.

Per la Liga è un discorso chiuso: Real o Barca?
“Siamo partiti molto bene. Il campionato è molto lungo, succederanno tante cose. Per il campionato, ho imparato questo in Italia, è importante il gruppo. Penso che il Real abbia un gruppo molto forte, con tanti giocatori, non solo undici, e si vede con tutti questi turn over che sta facendo il mister. Secondo me questo è fondamentale per vincere il campionato”.

Qual è l’ultima cosa che ti ha detto Florentino Perez?
“Abbiamo fatto le foto, abbiamo scherzato un po’, ma è sempre molto simpatico, cerca di non parlare molto di calcio, parla solo delle cose necessarie, è uno molto tranquillo”.

Capisce di calcio?
“Certo, capisce, ha vissuto tanti anni nel calcio, ha vissuto tanti anni come Presidente del Real, capisce molto bene”.

Se resti a vita al Real Madrid non te lo chiedo vista com’è andata l’ultima volta…
“Bravo, bravo, è meglio non parlarne, non si sa mai. Quando dico che il mio futuro lo sa Dio non va bene, che rimango a vita non va bene, che vado via non va bene, quindi meglio non rispondere più”.

Sai che il coro che facevano i tifosi del Milan “siam venuti fin qua, per vedere segnare Kakà”, ora lo fanno i tifosi avversari quando il Milan non vince. Non è un bel segno…
“Questa è una novità, non lo sapevo, però questa canzone per me rimarrà per sempre come una cosa molto forte: tutte le volte che scendevo a San Siro era un’emozione in più quando sentivo questa canzone”.

In assoluto tu sei il più rimpianto al Milan: ti senti “colpevole” per il fatto che il Milan non vada così bene come quando c’eri tu?
“No, sicuramente non è colpa mia. La cosa bella per me è stata, quando sono tornato in Italia, sono andato a Milanello e tanti tifosi hanno gridato il mio nome. Sentire un gruppo di tifosi che cantava la mia canzone e gridava il mio nome: questo vuol dire che loro hanno capito il motivo per cui sono andato via, sinceramente hanno capito cos’è successo e questo per me è una cosa molto positiva, perché alla fine la verità viene fuori, prima o poi, e tutti la sanno”.

La raccontiamo?
“La verità è che, e Berlusconi l’ha detto anche recentemente, la mia vendita era necessaria per tanti motivi della società. Credo che questa sia la verità e tanti l’hanno anche capita”.

Saresti anche rimasto?
“In quale situazione?”

Se il Milan non ti avesse ceduto, tu saresti rimasto?
“Io ho sempre lasciato la possibilità al Milan di cedermi o no, dal momento in cui il Milan ha deciso di cedermi ho sempre detto anche questo: “le mie motivazioni non sono le stesse della società”. A questo punto non c’entrava più rimanere nel club. Sicuramente sono cose che capitano nella vita, non c’è nessun rammarico della società, o il contrario. Sono molto molto grato a Berlusconi, a Galliani, a tutti quelli con cui ho vissuto in questi anni, perché è grazie al Milan dove sono arrivato”.

C’è qualcosa che ti manca dell’Italia e del calcio italiano?
“Quello che mi manca di più sono gli amici, i miei compagni di squadra, voi giornalisti, tante persone che sono rimaste in Italia. A volte mi manca la partita, ma qui sono contento. La mia motivazione più grande, è scendere in campo e poter giocare a calcio. Qui riesco a farlo, gioco in una grande squadra, che cerca sempre di vincere. Questo mi manca un po’ meno”.

Cosa ti manca del Milan? Se non giocate in contemporanea, non te ne perdi una
“Si, cerco di vederle tutte, ho visto quella contro il Bari. Quindi, cerco sempre di seguirlo. Sono tutti compagni e cerco di tifare per loro. C’è un allenatore al quale sono molto legato, per tutta la storia, per tutto quello che abbiamo vissuto insieme. Spero che possa fare bene, spero che il Milan possa riprendersi e tornare protagonista sia in Itala che In Europa”.

La scelta di Leonardo di accettare l’offerta di fare l’allenatore non è stato un eccesso d’amore nei confronti del Milan?
"Secondo me lui e stato preso da una situazione nella quale era difficile dire di no. Leo è molto legato al Milan per tutto quello che ha vissuto. Penso sia uno dei pochi giocatori che hanno fatto il giocatore, l’allenatore e il dirigente nella stessa squadre. Non sono molti ad avere questa possibilità. Era in mezzo ad un situazione nella quel era molto difficile dire di no. Per questo, penso, cha ha accettato questa possibilità”.

Il rischio è che i tifosi non sappiamo tutto e se la prendano con lui
“A volte pensiamo che i tifosi non capiscono le cose. Loro capiscono. Certo, alla fine un allenatore ha una grande responsabilità, ma loro sanno in quale situazione è oggi Leonardo. Se alla fine la squadra non sarà andata bene, avrà anche lui la sua responsabilità. Ma capiranno che lui ha avuto una storia come giocatore e dirigente, che non se ne va via così in fretta”.

Ancelotti lo senti ancora?
“Lo sento spesso, è contento per l’inizio del campionato e della Champions. A lui sono molto legato. Cerco di parlargli spesso, di sentirlo e ci scambiamo le nostre esperienze”.

Quanto sei stato vicino al Chelsea prima di venire al Real Madrid?
“Ho detto che se c’era la possibilità di andare via dal Milan, avrei preferito giocare nel Real. Questa era la mia prima possibilità, era la ma prima scelta. C’era anche la possibilità di andare al Chelsea, ma la prima scelta era il Real”.

Molte critiche a Pato: è giusto mettere tutta questa pressione ad un giocatore che ha venti anni?
“Secondo me no, perché è un giocatore di venti anni, che deva fare ancora molte cose. E giovane, ha un talento impressionate, ma lasciare la responsabilità del Milan ad uno come lui, che deve ancora crescere e fare tante cose, secondo me è presto. Per questo penso che lui deve stare tranquillo e cercare di dimostrare le sue qualità. A volte anche lui sembra non sapere quello che può fare tanto, ed è un giocatore che può fare tanto, che può crescere tanto”.

Ancelotti ha detto che se ci mette la testa può vincere il Pallone d’Oro, e lo hai detto anche tu
"E’ un giocatore fortissimo, con delle qualità uniche. Deve solo mettersi in testa che deve lavorare, capire le cose in cui deve migliorare. Quando sono arrivato in Italia ho dovuto cambiare tante cose nel mio modo di giocare, imparare tante altre cose per adattarmi al calcio italiano. Anche lui dovrà fare certe cose e cambiare la sua maniera di giocare, mischiando quello che sa fare con tante altre cose che deve imparare”.

Ti chiede dei consigli?
“Parlo spesso con lui, ci sentiamo, cerco di dargli dei consigli, ma non sono uno che va da lui a dirgli quello che deve fare o non deve fare”

Ronaldinho
“Ho vissuto degli anni meravigliosi con lui. Per cui, so quello che può fare, quello in cui può migliorare. Non attraversa un buon momento, ma io ci  credo, perché è un giocatore che quando ha voglia, ed ha una motivazione positiva, può fare delle cose meravigliose”.

Huntelaar ti ha raccontano qualcosa del Real?
“Ho vissuto con lui solo dieci giorni qua, pochi giorni, Ho visto che si allenava molto, molto professionale, che stava attraversando un momento non molto facile, con la società che voleva cederlo, ma ha dimostrato di essere sempre professionale”.

Secondo te, Berlusconi venderà il Milan?
“Questa è una domanda alla quale è difficile rispondere. L’unica cosa che si può dire, è che tutto quello che ha vinto il Milan in questo ultimi anni, è perché dietro c era un grandissimo presidente”.

Si avvicina il giorno della partita contro il Milan: cosa hai pensato quando dall’urna è uscito questo accoppiamento?
“Non è possibile! In cinque anni di Champions League con il Milan non ho mai giocato contro il Real, due volte mi sa conto il Barcellona, ma mai contro il Real. Prima anno al Real, becco subito il Milan. Il calcio è impressionante”.

Se segni esulti?
“No, per la storia che ho con il Milan, per il rispetto. Certo, faro il mio lavoro, faro quello che devo fare, ma se segno non esulto”.

Si stanno per giocare Real Madrid-Marsiglia e Milan-Zurigo: tutto fa pensare che passerete voi e i rossoneri
“Nella Champions  può succedere di tutto,. Le favorite saranno sempre le grandi, ma ci sono sempre le sorprese. Spero non capitino nel nostro gruppo, perché vorrebbe dire che alla fine passeranno Milan e Real”.

Che partita sarà Milan-Zurigo?

“Difficile, perché anche noi abbiamo avuto dei problemi con lo Zurigo, abbiamo vinto 5-2, ma abbiamo fatto due gol nel finale, abbiamo sofferto un po’ sul 3-2. E una squadra tosta, che non molla mai. Poi, il Milan non attraversa un buon momento. Sarà una partita delicata”.

Quale è il segreto per battere lo Zurigo?
“Partire subito forte, noi siamo partiti molto forte. Il 3-0 del primo tempo ci ha dato sollievo, anche se non era l’ideale calare come siamo calati, ma il 3-0 del primo tempo ci ha dato una mano”.

Ti hanno chiamato da Milano per chiederti come gioca lo Zurigo, i suoi segreti?
“Parlo spesso con Leonardo, penso che anche loro hanno visto la partita. Ho parlato poco con lui, gli ho spiegato un po’ cosa è successo durante la nostra partita”.

L’Inter?
"E sempre una squadra molto forte, con un gruppo molto forte, non ha solo 11 giocatori, ne ha 15-16 che possono giocare in qualsiasi squadra del mondo. E’ molto positivo per una squadra vincere lo scudetto. E’ sempre una squadra molto forte, con un allenatore forte”.

Avresti fatto lo scambio Ibrahimovic-Eto’o?
“Come giocatori, parlo di due grandissimi. E’ difficile da giudicare. Sono due talenti con caratteristiche diverse, ma per fare uno cambio cosi, c’entrano migliaia di altre cose, come i rapporti, come si comporta uno, come si comporta l’altro, quello che possono fare dentro la squadra, come gioca la squadra. Poi, è una scelta che deva fare la società”.

Hai incontrato un Mourinho anche in Spagna?
“No, lui è una persona particolare, speciale per i suoi modi, un vincente. Qui in Spagna non ho trovato nessuno come lui”

Ti è simpatico?
“Mi è simpatico. Finché fa battute divertenti, non aggressive, mi sta simpatico. Poi, certo ci sono polemiche che si possono evitare, ma mi piace come persona e come allenatore”.

Chi vince lo scudetto?
“Spero il Milan”.

Adesso non sarai più simpatico a Mourinho, perché se dici una squadra diversa dall’Inter si arrabbia
“Lui sa che io dirò sempre Milan, non lo dirò per la Champions League, ma per il campionato italiano dirò sempre Milan”.

In testa in Italia c’è la Sampdoria
“Non è una sorpresa, per tutto quello cha fatto negli anni. Quando una squadra è ben amministrata, non è una persona che gestisce bene la società, piano, piano le cose vengono fuori. Lo scorso anno ha fatto la finale di Coppa Italia, quest’anno è in testa alla classifica. Il campionato è molto lungo , succederanno tante altre cose, ma partire bene cosi è un segno che la società sta facendo bene. Non solo la Samp, ma anche il Genoa, squadre stanno facendo molto bene da due, tre anni”.

Da Madrid è passato Cassano: nazionale si, nazionale no?
“Con la nazionale ho vissuto dei momenti impressionanti nel 2002, quando tutto il Brasile chiedeva Romario in nazionale e Scolari ha detto di no. Poi, alla fine, ha vinto il mondiale senza Romario. Queste sono scelte che l’allenatore deve fare, la miglior cosa per il gruppo. Certo, Cassano e un grandissimo talento, in campo è un genio”.

Amauri in nazionale, manca solo il passaporto
“E’ un scelta sua. Un mondiale per un giocatore è molto importante. Poi, se farlo con il Brasile o con l’Itale, deve essere una scelta sua e dei rispettivi allenatori”.

E’ una cosa giusta giocare per un’altra nazionale?
“E’ una cosa difficile da pensare. Io, ho avuto la possibilità di andare in nazionale a venti anni. Uno che non ha mai potuto giocare in nazionale e vede la possibilità di partecipare ad un mondiale per un altro paese, ci pensa sempre. A me è difficile dire queste cose, perché sono andato in nazionale a venti anni e sicuramente non avrei cambiato nazionale”.

Chi è attualmente il giocatore più forte del mondo?
“Oggi Messi. per tutto quello che ha vinto. Per me, la cosa più importante è vincere come squadra, Per tutto quello che vinto con il Barcellona, essendo stato protagonista di queste vittorie, secondo me lui”.

Ti aspetti qualche fischio quando tornerai a San Siro con la maglia del Real Madrid?

“Sarà un po’ una sorpresa, vediamo quello che succederà. Spero di no, che i tifosi abbiamo capito il motivo per cui sono andato via, per la storia che ho con il Milan, il rispetto che hanno per me. Penso che alla fine le cose sono state chiare e spero che possano ricevermi bene, come hanno sempre fatto”.

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Postato alle 16:03 del martedì, 29 settembre 2009
da: [ mensony]

LE PRIMA DELLO ZURIGO

LEONARDO
Sul momento
: "Abbiamo fatto una stagione di alti e bassi, contro lo Zurigo sarà una partita importante.
Adesso c'è la Champions, è una partita importante e dobbiamo mettere in pratica quello di cui discutiamo. In Champions non c'è bisogno di grandi cambiamenti, sappiamo qual è la nostra base di formazione."

Sulle soluzioni ai problemi"E' vero che con una partita dietro l’altra non è semplice , siamo a quarantotto ore da una partita e ventiquattro prima dall’altra. Dobbiamo trovare soluzioni per affrontare la prossima gara senza macerarci sul passato. Adesso c’è la Champions, è una partita importante e dobbiamo mettere in pratica quello di cui discutiamo. In Champions non c’è bisogno di grandi cambiamenti, sappiamo qual è la nostra base di formazione.
Non mi preoccupo, un allenatore è sempre in discussione, è impossibile che non ci sia discussione. Per me è la cosa meno importante.
La questione della squadra è generale, non è fisica, non è vero che contro il Bari non abbiamo corso. Siamo una squadra costruita per fare gioco e per fare male, quando facciamo fatica a costruire azioni di attacco subiamo, stiamo cercando qualche alternativa di modulo.
La manovra deve essere più veloce, dobbiamo rubare palla più avanti, se riusciamo a giocare nella metà campo avversaria creiamo di più. Contro il Bari l’idea era quella, dopo i primi dieci minuti il Bari invece, ha preso spazio e il suo modo di giocare ci ha creato difficoltà."

Sul modulo di gioco: "Le certezze vengono dai risultati, dopo Siena e Marsiglia avevamo tante certezze. Non si può pensare solo a bruciare cose e rivoluzionare. Non è una questione di cambiare modulo, perché i giocatori che abbiamo in rosa, sono adatti al modulo 4-3-1-2, poi durante la partita si possono cercare soluzioni alternative. Le alternative ci vogliono, soprattutto  quando le cose non vanno. Ci stiamo pensando, stiamo pensando a tutto."

Sulla disaffezione da parte del pubblico:Credo che disaffezione non sia la parola corretta da utilizzare, ma che questa sia una reazione ad avvenimenti generali. Non ritengo sia una reazione solo del Milan, ma è presente anche su altre piazze, poi l’importanza dei risultati credo che sia relativa. E’ un discorso molto ampio, in generale, ma se parliamo di noi nello specifico, abbiamo bisogno di sostegno in questi momenti difficili e credo che ci sarà una reazione immediata da parte della gente nel momento in cui i risultati arriveranno."

Sulla partita contro lo Zurigo: “In questi momenti tutte le partite potrebbero essere quelle della svolta, quello che cerchiamo è compattezza, cerchiamo una sicurezza che ci dia un po’ di costanza, poi non so se quella di domani sarà la partita della svolta.” 

Sull'assenza dei giocatori:Sin dall’inizio ho sempre detto che se potessimo avere tutti i giocatori a disposizione è una cosa importante, siamo senza Borriello, Bonera, Thiago Silva, quindi le alternative sono minori. Questa rosa ha bisogno di tutti. Marco ha fatto bene all’inizio del campionato, poi si è fatto male, così come Thiago Silva che non ha potuto giocare le ultime partite. Non è questione di un solo giocatore se i risultati non arrivano.”

Sugli obiettivi della squadra:Adesso non è il momento di fare bilanci, solo strada facendo potremo capire dive può arrivare questa squadra. Fino ad adesso siamo stati incostanti e fare dei conti adesso è difficile, dobbiamo pensare partita per partita.

Sul Presidente Silvio Berlusconi:Il Presidente non è mai stato così vicino alla squadra negli ultimi anni come quest’anno, negli ultimi mesi la sua è stata una presenza costante. Lo sento vicino ed è dimostrato con tutte le indicazioni che può dare e pensa, è chiaro il suo ruolo.“

Sul lavoro in allenamento:In questi momenti diventa importante valutare la partita da preparare visto che abbiamo pochi momenti per allenarci in campo tra una partita e l’altra, ci parliamo e cerchiamo di chiarire certi concetti.”

Su Ronaldinho:Non credo sia giusto stare sempre su una valutazione specifica di un giocatore. Ronaldinho ha avuto anche momenti positivi quest’anno, lo vedo in crescita nelle ultime partite, ma non possiamo stare qua a valutare quanto stia bene o stia male, lui è una risorsa di questa squadra e come tutti gli altri se riusciamo ad aumentare il rendimento del singolo, aumenta anche il potenziale della squadra.”

Sullo Zurigo:Abbiamo incontrato lo Zurigo l’anno scorso in Coppa Uefa, quest’anno è cambiata poco come squadra, si basa sul suo collettivo con un modulo di gioco diverso. In campionato adesso sta facendo un po’ di fatica, ma parliamo di una squadra che ha vinto l’anno scorso.”

Sull’atteggiamento in campo e sui falli commessi:Contro il Bari è successo di patire un po’, ma non sempre. Contro l’Udinese, anche se abbiamo perso, non è stato così visibile come contro il Bari. Il fatto di non riuscire a coprire il campo e di arrivare un po’ dopo ci costringe a ricorrere ai falli e in questa partita abbiamo sofferto molto. E’ una cosa uguale per tutti, è tutto molto livellato: anche il Bologna ha fatto bene a Torino, la Fiorentina ha fatto fatica con il Livorno.”


MASSIMO AMBROSINI
Sulla vecchia guardia: "I mormorii sono sempre causati dai risultati, è normale che quando le cosa non vanno bene i discorsi vadano sui giocatori per l’età che hanno e da quanto giocano, questo però per noi è uno stimolo, non ci sentiamo vecchi, non ci sentiamo arrivati, già in questa stagione l’abbiamo fatto saltuariamente vedere. Sulla Juve qualche anno fa si dicevano le stesse cose e adesso vediamo quanto sta facendo bene la Juve. Dieci anni fa, hanno subito una grande contestazione nostri giocatori importanti che poi hanno vinto tutto."

Su un possibile cambiamento di modulo: “La disponibilità da parte dei giocatori ci sarebbe, ma siamo consapevoli che alcune certezze che i risultati non ci possono dare, noi le abbiamo, quello che abbiamo fatto in passato ci deve dare la forza necessaria per fare bene in futuro. Forse un’ interpretazione diversa dello stesso modulo potrebbe darci soluzioni maggiori sia in attacco che in difesa. Ci vuole l’ atteggiamento giusto, che è molto più importante del modulo schierato, poi qualche cambiamento di ruolo non sarebbe visto come uno stravolgimento completo, ma da parte di noi giocatori c’è la consapevolezza che ci sono garanzie che vengono dal passato.
Ogni cambiamento, comunque, porta ad un’interpretazione diversa anche perché ogni giocatore ha le proprie caratteristiche. Da parte nostra c’è la completa disponibilità per qualsiasi cosa venga proposta, dobbiamo lavorare sull’interpretazione. Dobbiamo lavorare e fare di più e dobbiamo farlo alla svelta.”

Sulla disaffezione da parte del pubblico:L’entusiasmo della gente è proporzionale a quello che la squadra riesce a dare, ai risultati. La nostra preoccupazione deve essere quella di fare entusiasmare ancora di più la gente.”

Sugli alibi: “Se le cose non vanno bene non ci ripariamo dietro agli alibi, non è vero che scendiamo in campo pensando ad alibi come il cambio dell’allenatore e l’assenza di giocatori come Maldini e kakà rispetto al passato. La nostra voglia è quella di tramutare questi cambiamenti in qualcosa di positivo, dobbiamo riuscirci. Ripeto, la mancanza di Kakà, di Maldini e l’arrivo di Leonardo rispetto allo scorso anno non sono alibi, ma stimoli. Le difficoltà ci sono, ma dobbiamo sfruttare queste cose per trasformarle in forze.” 


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Postato alle 10:30 del martedì, 29 settembre 2009
da: [ mensony]

AUGURI A ......

Silvietto che compie gli anni. Sicuramente stasera lo metteranno in un lettone dove troverà un paio di SIGNORINE tutto fare. Passerà una seratina "diversa" mentre noi pensiamo alle disavventure della squadra.

SHEVA. Auguri di cuore!


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Postato alle 18:49 del lunedì, 28 settembre 2009
da: [ mensony]

La gazzetta scrive:

Il Milan non segna più
Male come nel 1981/82

Lo 0-0 contro il Bari conferma i problemi in attacco dei rossoneri che in 6 giornate sono andati in rete solo 3 volte. Per ritrovare numeri analoghi bisogna tornare a quella stagione che decretò la seconda retrocessione, sul campo, in serie B .......... hanno scoperto l'acqua calda. Non credo che Leonardo non sapesse delle scarse qualità dell'olandese, dell'età di Inzaghi e della facilità di rottura di Borriello (quando veste la maglia del Milan) ..... a Genova non si è mai rotto ed ha sempre segnato. Possibile che Leonardo non sapesse delle scarse qualità di Massimo Oddo? Possibile che Leonardo non sapesse della poca qualità di Janku? Non credo che sia così coglione da credere alle favolette di Fester. O ama il Milan o non so che pensare.

 

 

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Postato alle 08:44 del lunedì, 28 settembre 2009
da: [ mensony]
Leo vuole il pubblico ......

Caro mister, hai chiamato a raccolta il pubblico per mercoledì sera ...... noi stiamo chiamando la società da mesi e tutti gli appelli sono rimasti inascoltati. Ma ti sei reso conto della partita di ieri sera? Senza gioco. Galliani che lascia la tribuna prima del fischio finale, speravo di leggere che avesse tentato il suicidio. Ma non è così. Forse è andato a casa a vedersi qualche cassetta del vecchio Milan. Facciamo pena. Senza appelli


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